The Walking Dead: il finale di metà stagione

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Ok, tranquilli. Tornate a respirare. Sono stati quarantatre minuti di puro panico, è successo di tutto, alcuni sono morti. Ma andiamo con calma. (cliccate per un riassunto molto spoileroso)

Devo essere sincero: ho odiato questa prima parte della quarta stagione. All’inizio sembrava promettente, con l’epidemia e il mistero dell’assassino, ma poi è semplicemente diventato noioso. L’apice della noia, poi, per quanto mi riguarda, si è avuto con le ben due, dico DUE, puntate incentrate sul caro vecchio Governatore. Sette puntate di pura fuffa e c’è chi ha difeso a spada tratta la trama, inneggiando ad un fantomatico “character development”, lo sviluppo dei personaggi. Ma quale sviluppo? Sì, ok, Rick è cambiato. Ma l’abbiamo trovato cambiato già nella season premiere. E il Governatore sarebbe cambiato? Visti gli eventi dell’episodio direi proprio di no. E per fortuna, aggiungo, perché ora godo della sua morte. Sì, finalmente ce lo siamo tolti di torno, e in che modo sublime! Prima trafitto da Michonne, accorsa in aiuto di un Rick in grave difficoltà, poi finito da Libby, distrutta dalla morte della figlia avvenuta per mano (o meglio dire, per bocca) di un walker al campo, dove le due erano rimaste ad aspettare la fine della battaglia. Ma torniamo indietro perché il Governatore non è stato l’unico a morire, né la sua è stata la morte più importante. L’episodio comincia con il Governatore che annuncia di aver catturato Michonne e Hershel con l’intenzione di usarli come merce di scambio per ottenere la prigione senza battaglia. Dopo aver convinto il suo gruppo si presenta alla prigione, dove Rick tenta in tutti i modi di convincerlo della possibilità di dividersi la dimora come una grande famiglia allargata à la pubblicità della Mulino Bianco. “Liar…” il Governatore non crede ad una sola parola di Rick, non pensa che la coabitazione sia possibile, quindi fa quello che tutti ci aspettavamo già da due minuti buoni: prende la katana di Michonne e decapita il povero Hershel, che fino all’ultimo aveva tentato una pacificazione.

Hershel: “Dici  di volerti prendere la prigione con le buone, se possibile. Il che vuol dire che saresti disposto a prendertela anche con le cattive. Ci sono le mie figlie lì, ecco a chi faresti del male. Se capisci cosa significare avere una figlia… Come puoi minacciare di far del male alle figlie di qualcun altro?”

Governatore: “Perché non sono mie”.

I timori di Hershel erano comunque infondati. Entrambe le figlie sono sane e salve alla fine dell’episodio. Così come Daryl, Sasha e Tyreese, quest’ultimo salvato dalle bambine psicopatiche accudite da Carol (Carol, dove sei? Ci manchi!) e Glenn, messo in secondo piano perché ancora convalescente. La notizia forse più tragica arriva a fine episodio: Rick e Carl non trovano Judith, ma scoprono l’ovetto vuoto e sporco di sangue. Distrutti dal dolore i due non possono fermarsi, la prigione è distrutta a causa della lotta, il gruppo non è più unito. L’episodio si conclude con i due che scappano via, mentre nello sfondo la prigione è in fiamme. “Don’t look back, Carl” dice Rick. Non guardiamoci indietro neanche noi, a febbraio ci aspetta la seconda parte della quarta stagione, con lo show ancora una volta rivoluzionato.

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